Sunday treat #2: Cheesecake allo yogurt con mirtilli, miele e pistacchi (senza cottura)


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Non è una questione di linea. È che la cheesecake è uno dei dolci-bomba per definizione. Ed era ora di alleggerirla un po’.

La prima volta che ho mangiato la cheesecake avevo ventuno, forse ventidue anni. Già, più di vent’anni di diffidenza. Per me il Philadelphia si spalmava sul pane. Punto. Un bel giorno arriva la mia compagna di stanza d’eccellenza, a cui devo davvero tanto di quello che ho imparato sul cibo negli anni dell’università, e mi dice che una sua amica ha portato la cheesecake e che la devo assaggiare perché è una bomba. Dopo aver finito la mia fetta, sono ufficialmente dipendente e ne voglio un’altra. Ed è veramente una bomba. Siamo alla fine di una cena non proprio frugale e quelle due fette belle potenti mi attaccano letteralmente alla sedia, innescando una bella dose di sensi di colpa. La mattina dopo apro il frigo per prendere la marmellata e vedo che la cheesecake è ancora lì. Piano centrale del frigo, teglia di alluminio. Che fai, non te lo mangi un altro pezzo? Lezione di storia della lingua italiana subito dopo e un sonno, amici. Ma un sonno. E una sete! Una spiegazione a quei malesseri diffusi c’era, ovviamente, e c’è stata anche tutte le altre volte che ho mangiato questo dolce alla fine di un lauto pasto. La cheesecake, con la sua base di biscotti all’olio di palma mischiati a burro e la sua crema di formaggio, zucchero e panna (+ uova nella versione cotta in forno), non ha un contenuto esorbitante solo di calorie, ma anche di grassi, che, come dicono genericamente le mamme ai bambini, “fanno male”. Ma male davvero. Che fare, dunque?


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[picture by taryn on Flickr: https://www.flickr.com/photos/tarale/6689005901]


Sarà stato il trauma decennale (che comunque ancora non mi tiro indietro dal provare) dei pranzi da mia nonna che si concludevano con pennica finale sul divano e coperta a quadrettini anni Settanta, ma sto lentamente arrivando a una conclusione. Il cibo deve essere un piacere, sempre. Se ci appesantisce, se ci fa dire di no a una bella passeggiata e/o ci fa sentire in colpa, abbiamo un problema da risolvere. O forse una sfida da compiere.  E togliere l’attributo “bomba” alla cheesecake è stata la sfida di questo Sunday treat #2. Con un bel mazzetto dei primi daffodils di stagione sul tavolo. Sull’eliminazione del burro dalla base ci sto ancora lavorando e sarà oggetto di sperimentazioni future, ma per un buon inizio ho scelto la versione light delle Digestive e sono riuscita a togliere la panna e lo zucchero dalla crema. Come sempre, per gli ingredienti che pensate di non trovare o che non vi convincono, alla fine del post trovate i suggerimenti per eventuali sostituzioni. Enjoy!


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PORZIONI: 8

BUDGET: 15 euro circa / 10 pounds 

(Quella di Bushey tales è una cucina precaria. Per la versione economica di questa cheesecake, consulta la sezione SOSTITUZIONI in fondo)

LISTA DELLA SPESA

200 gr di biscotti Digestive Light

100 gr di burro

360 gr di Philadelphia Light

150 gr di yogurt greco

150 gr di mirtilli neri

50 gr di pistacchi sgusciati

2 cucchiai colmi di miele


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UTENSILERIA

1 ciotola 1 tagliere 1 tortiera apribile “a cerniera” (diametro 18 o 20 cm) cucchiaio di legno

MANI IN PASTA – part one

La preparazione della cheesecake inizia con un’attività dal suono incantevole, ma che incasina parecchio la cucina e che quindi tutti i  bambini trovano molto divertente: lo sminuzzamento. Nella ciotola grande sminuzziamo finemente i biscotti. Se abbiamo un mixer, liberissimi di usarlo. Ma io sminuzzo alla maniera di mia nonna, ovvero avvolgendo i biscotti in uno strofinaccio pulito e prendendoli letteralmente a pugni finché si riducono quasi in briciole. Sul tagliere, sminuzziamo 25 gr di pistacchi usando un coltello. E no, stavolta non possiamo fare i furbi. La granella di pistacchio già fatta che si trova al supermercato non va bene. Il  nostro obiettivo è una base croccante e quindi i pezzetti di pistacchio devono avere più o meno questa dimensione.


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A questo punto uniamo i pistacchi sminuzzati ai biscotti sminuzzati e aggiungiamo il burro fuso.  Mescoliamo bene, disponiamo il composto sul fondo della tortiera, premiamo con il cucchiaio di legno e mettiamo la nostra base in freezer per 15 minuti, giusto il tempo di preparare la crema.


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MANI IN PASTA – part two

La part two della Greek style cheesecake è ancora più semplice della part one. Schiacciamo 100 gr mirtilli con una forchetta e li mischiamo al Philadelphia e allo yogurt greco, aggiungendo due cucchiai colmi di miele. Se vogliamo, possiamo usare delle fruste elettriche, ma anche una mescolata energica con il cucchiaio di legno va bene. L’importante è che il composto risulti, come sempre, omogeneo. Tiriamo fuori la base dal freezer e ci versiamo sopra la crema, livellandola bene con il cucchiaio. Dato che non abbiamo aggiunto né panna né colla di pesce, la nostra Greek style cheesecake avrà bisogno di almeno cinque ore di frigo affinché la crema risulti compatta.


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Trascorso il tempo necessario, possiamo aprire la tortiera, staccare il fondo dai bordi e decorare la superficie della torta con i mirtilli e i pistacchi rimasti.

SOSTITUZIONI

  • al posto delle Digestive, che in Italia non si trovano dappertutto e costano parecchio, possiamo risparmiare usando dei biscotti secchi tipo Oro Saiwa, magari anche integrali;
  • al posto dei mirtilli: i mirtilli neri sono senza ombra di dubbio il mio frutto preferito e hanno un quantitativo incredibile di antiossidanti, compreso l’acido citrico che è un anticellulite super agguerrito. Tuttavia, sono cari in Inghilterra e carissimi in Italia. Se siamo in una settimana non particolarmente brillante dal punto di vista economico, possiamo sostituirli con le fragole, i frutti di bosco misti (quelli congelati sono più economici), le pesche sciroppate (avendo cura di eliminare lo sciroppo in eccesso), le fedelissime e supercheap banane e io, personalmente, sarei incuriosita anche dai kiwi e dall’ananas;
  • al posto dello yogurt greco possiamo usare uno yogurt qualsiasi, al naturale o del gusto che preferiamo. Il composto, però, risulterà meno denso e sarà quindi necessario o tenere la torta in frezeer e tirarla fuori venti minuti prima di servire o usare due fogli di colla di pesce da sciogliere in acqua seguendo le istruzioni sulla confezione e unire alla crema di Philadelphia e yogurt;
  • al posto dei pistacchi, sia per la base sia per la decorazione,possiamo usare delle noccioline o altra frutta secca che si sposa meglio con il frutto che abbiamo scelto.

TIPS

I consigli per il Sunday treat #2 riguardano soprattutto i tempi, onde evitare che le ore richieste ci scoraggino e ci facciano optare per una torta comprata. Per la serie, sembra difficile, ma non lo è:

  • se il dolce ci serve per il pranzo, lo prepariamo la sera prima e ci togliamo il pensiero;
  • se il dolce ci serve per la cena, lo prepariamo la mattina presto, dopo aver fatto colazione.

Ogni volta che preparo un dolce con i pistacchi va a finire che, mentre li sbuccio, ogni dieci pistacchi me ne mangio due. Per non parlare dei mirtilli: sarei capace di dimezzare le dosi ancora prima di iniziare.

  • Attenzione, quindi, alle tentazioni dell’assaggio in fieri. 

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Vi lascio l’album floreale che mi ha accompagnato durante questa emozionante sfida che, fortunatamente, ha un lieto fine. Non ci crederete, ma ho avuto dubbi fino all’ultimo che questa crema potesse effettivamente reggere.


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