Mini guida AU PAIR. Come si affronta il colloquio con la famiglia su Skype?

desk
[pic by Abbey Hendrickson]
Il primo step è stato compiuto brillantemente. Alla famiglia è piaciuto il vostro cv e vi hanno dato un appuntamento su Skype.

Orario precisissimo. Ma non preciso tipo 11:25. Preciso anche come 11:27 o 11:33.

Anywayno panic! La prima cosa da mettersi in testa prima di un interview con una famiglia inglese è che loro sanno benissimo che non parlate bene inglese. E non gli sembra sto gran problema.

Noi abitanti dei paesi dove non solo l’inglese non è la lingua nazionale, ma è anche insegnato con i piedi nelle scuole pubbliche, cresciamo portandoci sulle spalle un bel sacco pieno di frustrazione per tutto l’inglese che non sappiamo e che invece “dovremmo sapere perché al giorno d’oggi” e via discorrendo. Loro invece, gli inglesi nativi, non sono educati con questa ansia perenne del dover imparare per forza un’altra lingua e di conseguenza, e questo è ciò che più di tutto ci interessa, vi stimeranno già per quell’inglese scolastico che voi ritenete scarso e impronunciabile.

 Non ti preoccupare, il tuo inglese è buono! Pensa a me! Io non so nemmeno una parola in italiano a parte Ciao bella! E non sono nemmeno sicura di cosa significhi Ciao bella!

Questa è stata la risposta della mia attuale hostmum quando durante il nostro primo colloquio Skype ho chiesto scusa per il mio inglese terribile, dicendo che appunto volevo trasferirmi per studiare e migliorarlo.

Ci siamo sentite altre due volte prima del mio trasferimento. E vi garantisco che hanno parlato sempre piano, ripetendo le cose quando glielo chiedevo e senza mettermi in difficoltà, ma anzi a mio agio, occupando il tempo con cose semplici come farmi vedere i gatti e quella che poi sarebbe diventata la mia stanza. Parleranno di loro e parlerete di voi.

Potete preparare un foglio da sbirciare ogni tanto scrivendo qualcosa che vorreste dire e che temete di non ricordare o appuntando qualche frase dalla lettera motivazionale. Credetemi,  anche se a un certo punto della conversazione doveste prendere quel foglio in mano o chiedere un secondo per poter cercare una cosa sul vocabolario, per loro non sarà assolutamente un problema e ciò non comprometterà in nessun modo la vostra assunzione.

Siate voi stesse. Con il vostro inglese che vi sembra scarsissimo e che per loro non lo è affatto. E sorridete un sacco.

Tutti i dettagli relativi alla casa, alla zona in cui vivono, ai bambini e al lavoro in generale, ve li manderanno sicuramente per email e così avrete il tempo di leggerli e rileggerli, cercando bene le parole. Se vi vengono dubbi su qualsiasi cosa, non esitate a scrivere e a chiedere chiarimenti. Riflettete bene su ogni punto dell’accordo che state per fare, immaginando la vostra settimana tipo. Ma soprattutto chiedendovi se davvero siete pronte a partire.

Arrivate a questo punto avrete già guardato negli occhi qualcuno che ha davvero bisogno del vostro aiuto. Che è pronto a credere in voi. A darvi una grande fiducia. E senza nemmeno conoscervi.

Ecco perché essere un’au pair è un’esperienza unica sin dall’inizio. 

Unica. From the very start.


leaving
[pic by Shena Tschofen]
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