Sunday treat #4: Pancakes pieni di primavera al grano saraceno [senza glutine]

La cucina di Bushey tales, come sapete, è una cucina precaria. Ma è anche una cucina nomade. Perché se c’è una cosa di cui non posso fare a meno quando sono con gente che non conosco, è condividere con loro del cibo.

Mi piace pensare che la conoscenza inizi proprio da qui. Dal sedersi intorno a un tavolo, dal guardarsi mangiare, dal passarsi qualcosa sorridendo.

Tutte le barriere possono spezzarsi, tutti gli equilibri possono comporsi. Tutte le storie possono essere raccontate, quando ci si trova intorno a un tavolo e ci si sceglie.

Io mangio, quindi. E cucino. Anche nelle cucine degli altri.

E questa domenica ho cucinato in una cucina di Bologna a cui da un po’ di tempo penso moltissimo.

E non solo perché Bologna è bella da togliere il respiro, ma anche perché a Bologna posso camminare con chi da un po’ di tempo mi fa respirare più forte.


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Per questo weekend off pieno di cose da fare volevo un dolce che fosse economico, velocissimo, ma che allo stesso tempo incuriosisse e accendesse la fantasia dei miei nuovi amici.

E in questi casi, senza alcun dubbio, pancake is the answer.

Ho scelto quelli di farina di grano saraceno. Senza glutine, senza burro e con pochissimo zucchero.

Morbidi, profumatissimi. Pronti in 10 minuti, giusto il tempo di apparecchiare per bene una bella tavola per la colazione della domenica. Ottimi con miele, nutella e frutta. Super con speck e formaggio per chi ama il salato.

Ma paese che vai, utensili da cucina che non trovi. E l’insufficienza di tools sembra essere la mia condanna.

E quindi oggi vi racconto la ricetta dei miei pancakes fatti in una casa di studenti/lavoratori con meno di trent’anni. Ovvero senza bilancia, senza sbattitore e senza frusta a mano. Usando un bicchiere di carta e chiedendo a Google quanti grammi di farina potessero entrarci.

Sarà la carica di energia che provo quando mi sento nel posto giusto a fare la cosa giusta. Ma ho fatto i pancakes più belli di sempre. Anche senza tools.


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PORZIONI: 6

BUDGET: 7 euro / 4 pounds (ingredienti per guarnire esclusi)

(Con questa somma comprate 1 kg di farina di grano saraceno, 1 kg di zucchero di canna, 1 lt di latte di soia, 4 uova e il lievito. E avete quindi farina, zucchero e lievito per fare non solo i pancakes, ma più dolci, più volte.

Quella di Bushey tales è una cucina precaria. Per la versione ancora più economica dei Pancakes, consulta la sezione SOSTITUZIONI in fondo)

LISTA DELLA SPESA

1 bicchiere di plastica di farina di grano saraceno (ovvero 125 gr.)

poco più di metà bicchiere di plastica di latte di soia (ovvero 125 ml)

2 uova

1 cucchiaio raso di zucchero di canna

1 cucchiaino di lievito in polvere per dolci

1 pizzico di sale

olio d’oliva

toppings dolci: banane, fragole, mirtilli, nutella, miele, sciroppo d’acero etc.

toppings salati: speck, provola, rucola, funghi etc.

UTENSILERIA

1 bicchiere di plastica da usare come misurino

1 ciotola

1 padellina antiaderente

1 paletta da cucina

1 mestolo

MANI IN PASTA

Preparare questi pancakes è veramente facilissimo. E talmente veloce che noi abbiamo fatto l’impasto per tre volte e ne sono venuti fuori una ventina.

  • Nella ciotola, usando la forchetta, sbattiamo le uova con lo zucchero e il pizzico di sale.
  • Aggiungiamo il latte e continuiamo a sbattere.
  • Incorporiamo la farina e il lievito, gradualmente, in modo che non si formino grumi.

Il risultato è questa pastella, un po’ più densa di quella delle Crepes che forse tutti conosciamo meglio.


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  • Ungiamo la padellina antiaderente con pochissimo olio d’oliva e la mettiamo su un fornello piccolo piccolo, fuoco medio, per qualche minuto.
  • Versiamo un mestolo di impasto al centro della padella. A questo punto è importante non toccare la padella, non agitarla per far muovere l’impasto. La pastella, infatti, si espande da sola.

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  • Quando vediamo che cominciano a formarsi delle bollicine, significa che il nostro pancake è pronto per essere girato.
  • A questo punto, ci prendiamo di coraggio e giriamo il pancake usando la paletta da cucina.
  • Cuociamo dall’altro lato per 20, forse 30 secondi circa. Insomma, pochissimo. Lo solleviamo con la paletta e lo disponiamo in un piatto.
  • Ripetiamo l’operazione finché dura la pastella.

Se il primo pancake si rompe, non perdetevi d’animo. Si vede che la padella non è ancora abbastanza calda e vi garantisco che all’aumentare del calore miglioreranno la forma e la consistenza e aumenterà anche la vostra soddisfazione.

Quando i pancakes sono tutti nel piatto, magari uno sull’altro a formare una piccola torre, inizia forse la parte più divertente, ovvero la decorazione con gli ingredienti che preferite.

Intorno alla nostra tavola a quadretti bianchi e verdi è stata organizzata una specie di competition. Una gara all’ultimo pancake. E Nadia, ricordandosi di avere un kiwi in frigo, ha fatto anche un piccolo omaggio a Bushey tales.


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SOSTITUZIONI

  • al posto della farina di grano saraceno, potete usare una farina di farro, integrale, di mandorle, di riso. Oppure semplicemente la farina che avete in casa, senza nemmeno uscire;
  • al posto dello zucchero di canna, per risparmiare e sempre senza uscire di casa, potete usare lo zucchero bianco;
  • al posto del latte di soia, potete usare un altro latte vegetale (di mandorle, di riso, di avena). O, ancora una volta, il latte che avete in casa.

Così anche se è domenica mattina, se vi state ancora stropicciando gli occhi e non avete un euro in più da spendere per un treat, potete riempire lo stesso la vostra cucina di profumo e mangiare un pancake caldo a colazione.

TIPS

  • la temperatura della padella. C’è un solo modo per scoprire se la padella è abbastanza calda: fare una prova, a rischio spappolamento pancake con successiva delusione. Se è la prima volta che vi cimentate con questa ricetta, quindi, fate per sicurezza due dosi. I primi pancakes potrebbero essere deludenti, ma è tutta questione di pratica e una volta presa la mano non vorrete più fermarvi;
  • l’olio d’oliva nella padella. Per evitare di usare il burro, versiamo qualche goccia di olio d’oliva sulla padella prima di metterla sul fuoco e spargiamo l’olio uniformemente aiutandoci con un tovagliolo di carta;
  • toppingsovvero le guarnizioni. Per me il pancake è dolce senza ombra di dubbio, ma in questa ricetta c’è pochissimo zucchero e quindi potete davvero sbizzarrirvi con dolce, frutta e salato.

E poi avevamo yogurt, cereali, cioccolata, tanto tè e tanto caffè.

Se solo tutte le domeniche potessero iniziare così. 

Se solo ogni colazione fosse così springful.


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Ah, vi siete chiesti cosa significa Springful?

Significa PRIMAVEREGGIANTE. E no, questa parola non esiste. L’ho inventata io.

Per una mattina piena di primavera.

Per una sensazione così bella da meritarsi una parola nuova.


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