Sunday treat #5: Hot Cross Buns (panini pasquali inglesi con mela, uvetta e cannella)

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Nel percorso di tutti gli amanti delle sperimentazioni in cucina, c’è una tappa che non può assolutamente essere saltata.

Arriva sempre il momento catartico in cui ci si prende di coraggio, si fa un respiro profondo e si pronunciano quelle parole da cui possono nascere le più grandi soddisfazioni e le più cocenti delusioni: “Io, uno di questi giorni, faccio il pane”.

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A me è successo l’anno scorso. E ora vi racconto com’è andata.

(Se avete poco tempo e volete andare dritti alla ricetta, scendete giù fino al titoletto LISTA DELLA SPESA)

Avevo cercato la ricetta del pane su un paio di siti internet e in tutti la faccenda sembrava così facile che mi ero chiesta come avessi fatto a non pensarci prima e come, nel mondo, potesse ancora esistere gente come me che non passava il tempo libero sfornando pagnotte, ma le comprava. Che banalità!

Arriva il giorno stabilito e io inizio a impastare seguendo passo passo le semplici ricette. Sono felice. Canticchio, con grembiule, come la migliore delle panificatrici e immagino già il profumo che invade la cucina.

Avverto gli amici e mi vanto ammiccante con l’uomo che mi piace, confidando nel fascino antico e irresistibile della donna di casa vecchio stampo con le mani sporche di farina: “Oh scusami, sono un po’ incasinata perché sto facendo il pane!”.

Mi sento così alternativa che spargo pure una sprinkle di semini vari sulla superficie e sono pronta a tirare fuori dal forno panini gonfi, morbidi e degni della migliore bakery di Chelsea.

Risultato: sforno panini, ma non sono panini. SONO PIETRE. Sono armi contundenti. Ci posso spaccare le nocciole a Natale e non vanno bene manco per dare da mangiare agli uccellini.

Faccio due tentativi tristissimi e poi metto un punto grosso e fermo alla mia carriera da panettiera. E mi ritiro, sconfitta.

Finché una sera, a cena, racconto la mia disavventura a un’amica della hostmum e ricevo un’illuminazione tipo faro divino dall’alto sulla definizione di “impasto liscio ed elastico” decantata da tutte le famose ricette.

“Non è vero che devi impastare finché ti sembra liscio. Devi impastare finché non ne puoi più”

Era quello, dunque, il segreto. L’arma vincente di tutti i cuochi improvvisati in cucine precarie in cui a stento ci sono i colini e dove le macchine del pane esistono solo sotto forma di miraggio.

Impastare. IMPASTARE ASSAI. E quando credi di aver impastato abbastanza, si vede che devi impastare ancora.

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[pic by H is for Home]
Non basta, infatti, raggiungere una determinata consistenza. Bisogna lavorare l’impasto con energia affinché le molecole dei vari ingredienti si uniscano e si formi il glutine. E, inoltre, bisogna far entrare più aria possibile maneggiando il dough, piegandolo su se stesso più volte, allungandolo, restringendolo, prendendolo a pugni con convinzione.

C’è chimica da riempirci un’enciclopedia, in quei gesti rapidi che facciamo pregustando i nostri panini. E queste reazioni vanno attivate e incoraggiate.

Fatta propria questa consapevolezza, la strada è tutta in discesa. Le palle di impasto lievitano orgogliose e i panini, le ciambelle e i filoni assumono forme caratteristiche, discrete morbidezze e soddisfacenti profumi.

E quando sei abbastanza sicuro di te, puoi anche iniziare a osare, a sperimentare ricette un po’ meno semplici e a pensare addirittura di condividerle con qualcuno. Braveheart!

Come sto facendo io oggi, con voi, con questa ricetta degli Hot Cross Buns, panini dolci speziati con mela e uvetta, che sono tipici inglesi. Si preparano in prossimità della Pasqua e si servono tiepidi, da soli, con miele o con burro e marmellata.

Il punto di partenza è la ricetta del sito della BBC good food, ma, come sempre, l’ho modificata, semplificata e (spero) resa fattibile per tutti i pasticcioni come me.

Successo garantito al primo tentativo! Enjoy!

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PORZIONI: 12 panini

BUDGET: 5 euro (spezie escluse) / 6 pounds (spezie escluse)

LISTA DELLA SPESA

600 gr di farina Manitoba (io ho usato una farina integrale molto simile alla Manitoba)

300 ml di latte intero

100 gr di uva sultanina

75 gr di zucchero di canna

50 gr di burro

7 gr di lievito di birra in polvere

2 uova

1 mela

1 cucchiaino e mezzo di cannella

1 cucchiaino di sale

1/2 cucchiaino di zenzero fresco o in polvere

1 pizzico di noce moscata

UTENSILERIA

2 teglie da forno

1 ciotola

1 tagliere

1 coperta

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MANI IN PASTA

La realizzazione di questi panini richiede TRE LIEVITAZIONI, quindi assicuratevi di avere un pomeriggio libero, nessuna fretta e magari qualcuno in giro per casa con cui passare il tempo tra una lievitazione e l’altra. Io ero da sola, quindi ho sfaccendato per casa, ma con tanta buona musica.

Mettiamo il latte in un pentolino e lo portiamo a ebollizione.

Quando bolle, lo togliamo dal fuoco e ci buttiamo dentro il burro, che inizierà a sciogliersi. Il burro che si scioglie nel latte, grassi a parte, è una bellissima immagine.

Lasciamo raffreddare un po’. Il composto di latte e burro deve raggiungere una hand temperature, ovvero una temperatura che possa essere sopportata dalla mano. Insomma, bisogna fare la prova ditino e controllare se si è raffreddato.

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Mentre latte e burro si raffreddano, versiamo in una ciotola 500 gr di farina, lo zucchero, il cucchiaino di sale e il lievito.

Procuriamo un buco al centro e versiamo nel buco la mixture di latte e burro e un uovo.

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Ci infariniamo le mani e iniziamo a impastare velocemente. Anche secondo BBC good food, otterremo una sticky dough, ovvero un impasto appiccicoso. E vi assicuro che è appiccicoso da fare invidia a quello dei Blondies (per la ricetta dei Blondies, clicca qui). Ma niente panico.

Versiamo un po’ di farina di quella rimasta per arginare l’appiccicume (ecco perché abbiamo usato solo 500 gr).

Spostiamo la palla ottenuta su un tagliere infarinato.

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A questo punto si decide il destino dei vostri panini. Perché è giunto il momento di impastare.

Mettiamo su un bel cd che possa essere canticchiato e che ci faccia muovere, impostiamo un timer di almeno 20 minuti e….

“Aspè, ma come si impasta?”. 

Youtube ha sempre la risposta. E ho trovato questo video in cui si vedono due mani in pasta e si sente un bell’accento toscano. Sono sicura che potrà esservi utile.

MI RACCOMANDO. ALMENO 20 MINUTI.



11082915_10206395806042250_1353119102_nEd ecco la palla dopo 20 minuti (anche 25) di impasto. Notate la differenza? Lo so, alla fine fanno un po’ male le braccia, ma se siete in due potete fare metà per uno.

PRIMA LIEVITAZIONE

A questo punto spostiamo la palla nuovamente nella ciotola, la copriamo con pellicola e la lasciamo lievitare avvolta in una coperta per un’ora o finché non raddoppi il suo volume.

Trascorso il tempo necessario alla prima lievitazione, togliamo la pasta dal suo caldo giaciglio e aggiungiamo l’uvetta, la mela sbucciata a tagliata a pezzetti e le spezie. 

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Impastiamo velocemente, cercando di distribuire gli ingredienti e di ficcarli tutti dentro la pasta.

11079111_10206395806642265_906415361_nSECONDA LIEVITAZIONE

Copriamo nuovamente la ciotola con la pellicola, riavvolgendola e riaccoccolandola sotto la coperta.

Lasciamo lievitare per un’ora o finché non abbia raddoppiato il volume.

11095087_10206395806762268_1288595014_nEcco un prima e dopo, per darvi un’idea. E comunque secondo me ho messo troppa mela.

Dopo essere andati a sbirciare più volte sotto la nostra coperta, appena ci sentiamo iper confident, possiamo dividere l’impasto e formare finalmente i nostri panini.

La pasta avrà già un profumo irresistibile di mela e cannella e vi verrà sicuramente voglia di assaggiarla. Yummy!

Stacchiamo dalla pasta 12 pezzetti e diamo loro forma sferica.

Disponiamo i 12 panini su 2 teglie, avendo cura di lasciare spazio fra loro perché sì, sembra incredibile, ma cresceranno ancora.

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TERZA LIEVITAZIONE

Ci siamo quasi.

Copriamo le due teglie con la pellicola (senza avvolgere, la appoggiamo sopra) e ancora con la nostra coperta.

Lasciamo lievitare per un’altra ora o finché l’ormai noto volume non sembri raddoppiato.

Dopo mezz’ora, accendiamo il forno a 200 gradi.

A questo punto della mattinata, la mia beata solitudine è stata turbata dall’arrivo di alcuni ospiti della hostfamily. Per fortuna avevo quasi finito, ma è stato necessario applicare un cartello sulla coperta, cosa che vi consiglio di fare se c’è anche il minimo rischio che qualcuno scafazzi le vostre creature con il suo dolce peso.

11084407_10206395806922272_1654242726_nIl forno è quasi caldo e i panini sono pronti per entrarci, ma ci restano le ultime tre cose da fare:

  1. 11078000_10206395814482461_820801963_nSbattiamo un uovo e lo distribuiamo sulla superficie dei panini per lucidarli. Con un pennello da cucina. O come faccio io, che non ho mai niente, col dito!
  2. Mischiamo 50 gr di farina a 50 gr di acqua. Otteniamo una cremina appiccicosa.
  3. Facciamo sui panini un segno a forma di croce, usando la cremina appiccicosa. Il che è una croce davvero se, come me, non si ha una sac à poche e non si ha nemmeno la carta forno per costruirla (per sapere come fare una sac à poche con la carta da forno, clicca qui).

Con il dito, comunque, viene una croce un po’ sbilenca, ma carina!

20 MINUTI IN FORNO GIÀ CALDO A 200°

Ed ecco il risultato. Non sono belli, lo so.

Ma io non riesco ad avere una vita lontana da questo piatto e da questo tovagliolino incantevole, che fa così tenerezza, così primavera e forse anche un po’ nostalgia. Soprattutto oggi.

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SOSTITUZIONI

Quando i panini si sono raffreddati e li ho tirati fuori dal forno, erano così morbidi e profumati che volevo solo baciare loro, baciare per terra e ringraziare divinità svariate. Senza pensare a nessuna sostituzione.

Li volevo così. Pieni di uvetta e di cannella e con troppa mela.

Se comunque siete in cerca di esperimenti o non vi piace qualche ingrediente tra quelli che ho usato, possiamo pensare a qualche change:

  • al posto dell’uvetta e della mela, potete usare altra frutta disidratata (mi vengono in mente i mirtilli neri e rossi, le prugne, le albicocche) e/o secca (nocciole, mandorle, noci), scorze di limone e arancia. Le scorze di arancia fanno parte della ricetta originale. Ma io non amo particolarmente le cose all’arancia e quindi le ho eliminate.
  • spezie: se non vi piace una delle spezie usate (alla mia amica Silvia, quella a cui non piace il cioccolato bianco, non piace manco la cannella), potete sostituirla con i chiodi di garofano (che io uso ancora poco, ma vorrei iniziare a introdurre) o potete aromatizzare il latte mettendo una stecca di vaniglia nel pentolino quando lo scaldate.

Per quanto riguarda i consigli, vi ho già annoiato abbastanza con tutte le storie sull’importanza dell’impasto. Per questa volta, sostituisco le tips con qualche curiosità.

GEMS

Gli Hot cross buns si trovano nei grandi supermercati inglesi tutto l’anno, ma sono tipici del periodo pasquale e vengono tradizionalmente preparati il Venerdì Santo, come lascia intendere la croce con cui i panini vengono segnati. Tuttavia, al sacro si lega il profano, e la croce avrebbe anche il compito di evitare che i panini si ammuffiscano e di tenere lontani gli spiriti maligni.

Ma tra le leggende legate a queste palline che mettono insieme un po’ delle mie cose preferite, quella che mi piace di più è che se spezzi un bun e lo dividi con qualcuno, allora sarete amici per tutto l’anno seguente.

È una storiella per bambini. Ma è tenera.

Un po’ come la parola panino.

Hot cross buns!
Hot cross buns!
One a penny,
Two a penny,
Hot cross buns!

If you have no daughters,
Give them to your sons;
One a penny,
Two a penny,
Hot cross buns!

E se cercate un suggerimento musicale per un impasto canterino…



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4 pensieri su “Sunday treat #5: Hot Cross Buns (panini pasquali inglesi con mela, uvetta e cannella)

      1. Qui trovi anche altre ricette Mooolto più semplici. Una in particolare, La torta della mamma, è di una facilità unica! E buonissima! Io, di contro, con i secondi faccio pietà!

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