Sunday treat #7: La torta della mamma

sd7Siamo realisti. Non tutte le mamme sanno cucinare. Forse tutte le nonne. Ma non tutte le mamme.

Alcune lo lasciano fare alle tate, altre si affidano all’ormai immancabile forno a microonde senza nemmeno leggere le etichette, altre ancora mettono i bastoncini Findus in padella e via. E credetemi, di mamme così in Inghilterra ce ne sono tante.

Una ragazza au pair, tempo fa, si lamentava del fatto che i suoi bambini dovessero mangiare OGNI GIORNO patatine fritte e chicken nuggets, ovvero pezzetti di pollo impanati e fritti, precotti, scaldati al microonde. E che fosse proprio lei a doverglieli preparare, alle cinque di pomeriggio. E senza poter controbattere perché, certo, mica sono figli miei. Io faccio solo il mio lavoro.

Poi, però, ci sono quelle mamme che sanno cucinare. Che magari lavorano tanto, ma quando tornano a casa si mettono ai fornelli. E che, una volta ogni tanto, arrivi a casa e c’è profumo di torta.

Ci sono quelle mamme che, una volta ogni tanto, fanno un dolce.

(Se avete poco tempo e volete andare dritti alla ricetta, scendete giù fino al titoletto LISTA DELLA SPESA)

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[pic by Patrick Q]
I dolci delle mamme italiane nate negli anni Cinquanta e Sessanta non hanno parole inglesi nel nome. Niente cupcakes, niente marshmallow fondant, niente caramel e niente syrup.

Anzi, a dirla proprio tutta, ci sono alcuni dolci di quegli anni che un nome manco ce l’hanno. 

Forse ce l’avevano, in quel ricettario. Ma la cosa bella di fare lo stesso dolce tante volte è che la ricetta la impari a memoria. Il ricettario e il nome del dolce non ti servono più. E quello diventa un po’ il tuo dolce. 

La torta che vi racconto oggi era in un vecchio ricettario del lievito Bertolini, che ho scoperto veniva regalato con l’acquisto del lievito già alla fine degli anni Quaranta. Ora è La torta della mamma di Ciro, il ragazzo della mia amica Maria Rita, ma è diventata anche La torta di Maria Rita, perché a Maria Rita piace un sacco. Ed è la torta di tante altre mamme, che avevano quel ricettario a casa. E la facevano sempre.

È una torta semplice, morbidissima. Da avvolgere in un tovagliolino e portare a scuola per quando suona la campanella della ricreazione. O, dato che siamo cresciuti, da accompagnare al caffè della macchinetta che prendiamo a lavoro. 

È una torta che sa di cose belle e di colazioni in famiglia. Quanti ricordi possono essere legati a un impasto di zucchero, farina, uova e poco altro?

Se ancora non vi azzardate a fare dolci per paura di sbagliare, forse è arrivato il momento. Sceglietene uno e fatelo diventare vostro. Legatevi alle persone che amate in tutti i modi possibili. Anche attraverso i sapori.

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PORZIONI: 12 

BUDGET: 5 euro circa (noci escluse) / 4 pounds (noci escluse)

(ma anche meno, perché sicuramente alcuni ingredienti li avete a casa – io ho comprato solo noci e cioccolato)

LISTA DELLA SPESA 

400 gr di farina 00 (io ho usato quella integrale)

200 gr di zucchero (io ho usato quello di canna)

150 gr di burro (la ricetta originale ne prevede 200 gr, il sig. Bertolini ci perdonerà)

80 gr di cioccolato fondente

40 gr di noci

3 uova

1 bicchiere di latte (anche vegetale)

1 bustina di lievito per dolci (Bertolini!)

1 pizzico di sale

UTENSILERIA

2 ciotole

1 sbattitore

1 cucchiaio di legno

1 tagliere

una teglia di diametro 18-20 cm (io ne ho usata una apribile “a cerniera”)

MANI IN PASTA

Il procedimento per la La torta della mamma di Ciro e/o di Maria Rita è così semplice che dopo la prima volta lo avrete già imparato a  memoria.

  • Accendiamo il forno a 180° (a forza di scriverlo come prima cosa da fare nelle ricette, sto iniziando a ricordarmi di farlo davvero!).
  • Mettiamo a sciogliere il burro in un pentolino o nel microonde.
  • Sminuzziamo il cioccolato e le noci sul tagliere.
  • Nella ciotola 1, mischiamo tuorli d’uovo e zucchero con il cucchiaio di legno.
  • Lasciamo da parte gli albumi nella ciotola 2.
  • Uniamo il burro e il latte a filo al composto di uova e zucchero.

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Il composto ottenuto sarà abbastanza liquido, ma non temete, stiamo per aggiungere quasi mezzo chilo di farina!

  • Aggiungiamo la farina, la bustina di lievito, il cioccolato e le noci al composto liquido e continuiamo a mescolare con il cucchiaio di legno, lasciando che gli ingredienti si amalgamino fra loro.

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Questo “amalgamamento” è proprio bello da vedere. Andiamo avanti:

  • Riprendiamo gli albumi che avevamo messo da parte nella ciotola 2 e aggiungiamo un pizzico di sale.
  • Montiamo gli albumi a neve ferma.
  • Incorporiamo gli albumi alla mixture di ciotola 1 mescolando con il cucchiaio di legno da basso verso l’alto per evitare di “smontarli”.

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Finito? Quasi! Una velocità e una spensieratezza di ricetta!

  • Imburriamo la nostra tortiera (ancora burro, e ti pareva!), la infariniamo e ci versiamo dentro il composto.

45-50 MINUTI IN FORNO GIÀ CALDO A 180°

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SOSTITUZIONI

  • al posto della farina 00, io ho usato la farina integrale, che può essere anche mischiata a quella 00 (metà e metà); Maria Rita qualche volta ha usato metà 00 +  metà farina di riso e secondo me anche metà 00 + metà farina di mandorle viene una delizia (a quel punto sostituirei le noci con le mandorle).
  • al posto dello zucchero, potete usare 160 gr di miele;
  • al posto del burro, potete usare 200 gr di yogurt o 110 gr di olio extravergine di oliva;
  • al posto delle noci, potete scegliere mandorle o nocciole;
  • al posto del cioccolato, potete aggiungere la frutta fresca o secca (mirtilli neri e rossi, mela banana, lamponi, fragole, uvetta, prugne, scorzette di arancia o limone) e anche le carote ci stanno benissimo;
  • potete profumare con le vostre spezie preferite (cannella, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano) e buttare in mezzo un pugnetto di tutti i semini che volete (semi di lino, di zucca, di sesamo, di papavero).

sd78Ovviamente non sarà più la torta del vecchio ricettario Bertolini, ma abbiamo detto all’inizio che dovevate scegliere un dolce e farlo vostro, no? Quindi perché non inventarselo?

E se ve lo siete chiesti, la risposta è SÌ. Il lievito Bertolini l’ho comprato in Italia e me lo sono portato dietro. Lo tengo in una scatola a quadretti in camera mia, dove ho alcune altre, pochissime, cosette che uso per cucinare. 

Ma non lo trovavi il lievito in Inghilterra?

Certo che lo trovavo, ma non ha lo stesso profumo. E, secondo me, non funziona nemmeno tanto bene. E poi vuoi mettere cucinare sotto la protezione di Mariarosa, la bambina bionda con il grembiule simbolo del lievito Bertolini?

Al mattino Mariarosa al
mercato se ne va.
Cose buone compra a iosa
pel pranzetto che farà:
antipasti, frutta, vini
e prodotti Bertolini!

MARIAROSACon la scusa di questa torta ho scoperto che c’è tutto un mondo dietro a sta bambina. Ci sono le filastrocche (qui), ben venti spot per Carosello (e tutti in rima! li trovate qui) e c’è un numero verde attivo in orari d’ufficio: Pronto Mariarosa? a cui a quanto pare si può chiamare e Mariarosa risolverà i nostri problemi di cucina.

Ve lo dico, la colonna sonora per questo dolce poteva benissimo essere una compilation dello Zecchino D’oro, ma come sapete condivido la casa con i miei datori di lavoro e devo convincerli ancora per un po’ che stanno spendendo bene i loro soldi. Mi sono comunque sparata una bella raccolta di Mina. Più anni Sessanta di così!

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