7 cose che non sapete sulle ragazze alla pari

Era il 1700 quando le prime ragazze alla pari, allora chiamate semplicemente ‘figlie di casa’, raccoglievano le loro cose e si trasferivano in un’altra famiglia per imparare una nuova lingua. Si spostavano solo da un cantone all’altro della Svizzera, ma a quel tempo per una donna l’inserimento in casa di sconosciuti rappresentava un passo importante e coraggioso. E lo è ancora per tutte noi, che abbiamo scelto o stiamo per scegliere di disfare le nostre valigie in terra straniera e di condividere spazi, tempi e abitudini di una famiglia che non è la nostra. Ma siete sicure di sapere proprio tutto sul mondo au pair?

Ecco a voi 7 cose che forse non sapevate, ma che potranno esservi utili.

1) L’età media delle au pair è 21 anni.

Molte ragazze partono a 18-19 anni, subito dopo aver finito le scuole superiori. Per altre, invece, ci vuole un po’ più di tempo. Un corso di laurea andato male, un lavoro che non ci soddisfa, un paese che inizia a star stretto. Sono tante le domande che trovano nel verbo ‘partire’ un’unica, entusiasmante risposta.

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2) Un’au pair lavora in media circa 32 ore a settimana.

Non molto meno di un normale lavoratore con orari di ufficio, in fondo. Ma attenzione! Le au pair non timbrano un cartellino e mettere dei paletti sugli orari da rispettare, per alcune di noi, risulta davvero difficile. Se credete di lavorare troppo e che dai piccoli favori si sia arrivati a un numero incalcolabile di ore in più, non rimanete in silenzio ma parlatene chiaramente con la hostfamily. Potrà tornarvi utile il nostro articolo Moderne Cenerentole o nuove Mary Poppins? È vero che le au pair vengono sfruttate?. Lo trovate qui.

3) Le famiglie che pagano di più sono in Svizzera.

Una media di 166€ a settimana. Mica male, vero? Però certo, i prezzi in Svizzera sono decisamente più alti, con una bottiglia di Coca Cola che costa il 40% in più che in Germania (fonte).

4) Le famiglie che pagano di meno sono in Spagna.

50€ per week. Insieme a una nuova lingua, in Spagna imparerete senza dubbio a gestire anche le vostre finanze. Nel giudicare se un salario è troppo basso per voi, valutate bene le possibili spese fisse a cui andrete incontro (scuola di lingua, trasporti) e calcolate che deve sempre restarvi qualcosa per il tempo libero, le gite fuoriporta e le immancabili merende con le amiche au pair mentre i bambini sono ancora a scuola. Per capire se la paghetta che vi è stata proposta può bastare, passate cliccando qui al capitolo della guida dedicato al pocket money.

https://www.pexels.com/5) Il 95,2% delle au pair si dichiara soddisfatto dell’esperienza.

A giudicare dalle storie che si sentono in giro, lo avreste mai detto? Io sì. Nonostante le difficoltà di adattamento, la pesantezza di alcune giornate e i limiti personali o della hostfamily che a volte sembrano invalicabili, l’esperienza alla pari si conferma essere uno dei modi più economici ed efficaci per trascorrere un periodo in un paese straniero, imparare una nuova lingua ed entrare in contatto con una cultura diversa.

6) Il problema più difficile è la mancanza di sostegno da parte della famiglia ospitante.

Le paghe a volte non sono soddisfacenti e può capitare che ci sia qualche ora extra da fare che sfugge al calendario settimanale, ma il problema più serio rimane la mancanza di sostegno da parte della famiglia ospitante. Molte ragazze trovano  una seconda famiglia, un abbraccio accogliente nei momenti di sconforto, un consiglio sincero, una torta per il giorno del loro compleanno. E inviti alle feste, alle vacanze, alle cene di famiglia. Molte altre, invece, trascorrono le serate nella loro stanza e hanno timore anche a condividere i pasti perché si sentono ‘di troppo’. È successo anche a voi? Raccontateci la vostra storia scrivendo a busheytales@gmail.com, insieme proveremo a trovare una soluzione.

7) Un’esperienza au pair FA CURRICULUM!

Last but not least, aver lavorato all’estero per un periodo – anche se in un settore che non è quello per cui avete studiato – dimostrerà che avete voglia di mettervi in gioco, che sapete adattarvi, che flessibilità e intraprendenza fanno parte dei vostri pregi. Mentre molti si interrogavano su cosa fare e su come farlo (continuando nel frattempo a lamentarsi del loro Paese), voi avete fatto le valigie e siete partite! Una scelta che già da sola rappresenta una vittoria, una scelta di cui andare fiere e…da sbandierare sul vostro nuovo scintillante CV!

I have been an au pair! I won!

Trovate questi e altri dati nella carinissima infographic a cura di Au pair Garden.

Questo articolo fa parte della MINI GUIDA AU PAIR, la prima guida gratuita online per tutte le aspiranti ragazze alla pari. La trovate cliccando qui.

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