Problemi con la hostfamily, cosa fare?

problemi con la host family
Avete problemi con la hostfamily? Incomprensioni, sovraccarico di lavoro, discussioni inutili? Ecco i consigli di Bushey tales per superare al meglio queste difficoltà. Stay strong!

A differenza di molti altri lavoratori che raggiungono il posto di lavoro al mattino, la ragazza alla pari si sveglia ed è già praticamente “in ufficio”. Potete dunque immaginare (e forse lo state anche provando) quanto avere problemi con la hostfamily renda l’esperienza difficile. In alcuni casi impossibile.
Cosa fare? Cambiare famiglia? Tornare a casa? Niente paura, ragioniamo insieme.

PROBLEMI CON LA HOSTFAMILY, COSA FARE?
1. FACCIAMOCI UN ESAME DI COSCIENZA
Non tutte le ragazze sono adatte per fare la ragazza alla pari. Prima di esagerare dando tutte le colpe alla famiglia, quindi, dobbiamo seguire il consiglio della nonna e ‘farci un esame di coscienza’. È importantissimo capire se anche noi abbiamo delle colpe e quali sono. Forse anche noi abbiamo esagerato? Siamo state poco flessibili o troppo esigenti? Ci siamo offese e lamentate eccessivamente per 20 minuti di baby sitter extra o perché ci è stato chiesto di passare l’aspirapolvere una volta in più? Le famiglie non sono aziende e non ci sono cartellini da timbrare. E tutte le famiglie – anche la vostra – sono imperfette.
Ragionate seriamente sulla possibilità che l’esperienza non vi stia piacendo: si lavora duro, si dorme in casa di sconosciuti, si ha a che fare con bambini magari anche pestiferi che parlano un’altra lingua, si è lontani dalla famiglia e dagli amici. E non è facile. Ci vuole un sacco di forza e forse non è il momento giusto per voi e vi siete stancate. Ammetterlo a voi stesse è coraggioso e maturo, anche perché vi permetterà di non perdere ulteriore tempo e pianificare il prossimo step, che potrebbe essere resistere ancora un po’, mettere soldi da parte per prendere una casa e trovare un lavoro diverso.
Se invece siete sicure che la colpa sia della famiglia e che davvero voi non c’entrate nulla, passate al punto due.

problemi con la host family

2. PARLIAMONE

Il dialogo, si sa, è la chiave di tutto e, soprattutto in un rapporto particolare come quello tra hostfamily e au pair, è essenziale per la risoluzione dei problemi. Fate un elenco puntato delle cose che non vi stanno bene (in inglese) in modo da avere una mappa chiara in testa di quello che dovete dire e i termini utili per riuscire a farlo: ore extra, troppi weekend impegnati, vi sentite escluse dalla famiglia, avete l’impressione che il vostro lavoro non venga apprezzato, troppe richieste impreviste ecc.
Ricordatevi che siete di fronte ad adulti, genitori, persone che forse hanno fatto sacrifici e sanno cosa significa essere stanchi. Siate sincere e non parlate con tono lamentoso, ma serio. Fate capire che davvero volete trovare un punto d’incontro perché ci tenete a restare. C’è la possibilità che vi abbiano sovraccaricato di lavoro senza nemmeno accorgersene e senza cattiveria, ma solo perché davvero non ci arrivano a fare tutto da soli e hanno bisogno di più aiuto. In questo caso, potete dare la vostra disponibilità a fare più ore purché siano stabilite con anticipo e vengano retribuite regolarmente.

«Io ti aiuto con piacere, ma capisci che per me questo è un lavoro»

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3. QUANDO NON C’È NIENTE DA FARE

E poi, tra i genitori stanchi e distratti, ci sono i genitori stronzi. E per quelli non c’è niente da fare.
Come abbiamo avuto modo di ricordare in questo articolo sullo ‘sfruttamento delle ragazze alla pari’ (se ve lo siete perso, cliccate qui), in alcuni Paesi la figura della ragazza alla pari non è tutelata da leggi e non gode di un minimum wage, ovvero di una paga minima obbligatoria. Ci sono famiglie che scelgono di prendere un’au pair non perché sono interessati all’esperienza, allo scambio culturale e, in generale, a dare una mano, ma per risparmiare. Una baby sitter referenziata o una bambinaia gli costerebbero troppo e allora credono di mettersi in casa la straniera e poter fare un po’ come gli pare. ERRORE!
I genitori menefreghisti vanno evitati come la peste.
Ore extra per genitori che vanno a divertirsi e lasciano i bambini da soli giorno e notte; problemi gravi tra i genitori riversati su di voi e sui bambini; pulizie non previste mentre le mamme (casalinghe) guardano la tv, sfogliano riviste e fanno palestra; divieti allucinanti tipo ‘non puoi stare in cucina quando ci siamo io e mio marito’, ‘se non ti dispiace dovresti uscire’ o ‘non puoi fare tardi stasera’. Da quando ho aperto Bushey tales ne ho sentite di tutti i colori.
Se pensate di riconoscere i vostri hostparents in questa descrizione, dategli UNA possibilità, fategli UN SOLO discorsetto (vedi punto 2), ma se la situazione non cambia datevela a gambe.

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4. CAMBIARE FAMIGLIA

Come forse sapete, Bushey tales può aiutarvi in tempi rapidi a trovare una famiglia selezionata, che abbia bene in mente cosa sia un’au pair e cosa significhi decidere di ospitarne una.

Per qualsiasi consiglio, per raccontarmi la vostra storia o semplicemente per dirmi ciao, potete scrivermi a busheytales@gmail.com. Vi aspetto!

Siamo buone e care, ma non siamo stupide!
Lavorate a testa alta sempre, fatevi valere e nessuno si farà male

Spero davvero di esservi stata utile.

Questo articolo fa parte della MINI GUIDA AU PAIR. Per consultare la guida completa clicca qui:

ragazza alla pari in Inghilterra

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